mercoledì 18 maggio 2011

Al via le finali di Conference


Dopo la caduta di una dinastia, normalmente si deve aspettare del tempo per trovare un nuovo re, ma l’NBA moderna crea e distrugge nell’arco di una serie playoff. La vecchia dinastia con i vari Shaq, KB24, KG, The Truth, Ray Ray, Duncan, Ginobili sono decisamente sul viale del tramonto (non dateli per spacciati perché questi hanno talento a vagonate) per vari motivi, età, acciacchi, squadre in declino ecc ecc. Questi playoff dovevano essere l’ultima prova di forza di un gruppo di giocatori che hanno incantato per tutto questo decennio (e oltre), tutti aspettavano un remake di Boston-Lakers (con Stern a leccarsi i baffi), tutti si aspettavano una battaglia alla settima partita a Ovest tra i gialloviola e gli speroni del Texas. Tutti (o comunque molti) vedevano già Boston far cadere Miami in una serie playoff ad alto tasso di testosterone.

Ma tutta sti playoff sono stati un sogno, dove parecchi di noi si son svegliati una mattina e han visto gli Spurs perdere in gara1. Eppure pensi che sia solo un fuoco di paglia, tranquilli ragazzi, Popovich ne vince 4 in fila e Memphis avrà tempo nei prossimi anni. Ma non ora dai, stiamo scherzando? Non puoi vincere con quelli li con uno che ha la panza e giocava qualche anno fa per i Jailblazers, con un Mayo che 2 mesi fa non lo voleva più nessuno, con un Conley tutto da inventare. Non dai, veramente Memphis dove vuoi andare? Niente da fare, ti risvegli la settimana dopo e trovi sti qua avanti 3-1 con Z-Bo che domina Tim Duncan come se fosse suo figlio e con un Gasol che alla pesa pare pure più forte e duro del fratello figo in maglia Lakers. Provi a giustificarli sti Spurs, Manu con un gomito sfasciato, Timmy è vecchiotto, Parker ha tirato male, Jefferson è sparito e in mezzo all’area c’era poca roba. Tutto vero, ma dall’altra parte Z-Bo viaggia a 20+11 e GAsol a 14+11, dalla panca Young e Arthur sembrano 2 veterani spinti dal fuoco sacro e Battier è vagamente l’uomo dei tiri pesanti. I Grizzlies hanno imposto un livello fisico e atletico che gli Spurs non hanno retto.

Fermi tutti, sarebbe ora di svegliarsi. Ma il sogno continua, provi a pensare che questa è l’eccezione che conferma la regola, ma ora basta, ora i Lakers fanno i Lakers e smantellano Dallas e il suo “antipatico” proprietario, Cuban. E invece no, apri il pc una mattina di inizio maggio giusto per vedere quanti ne ha fatti Kobe, e ti trovi davanti a un Dirk esultante, game1 e Dallas vince. Ma ancora non ci credi, ora torna tutto a posto eh, tranquilli, niente di cui preoccuparsi, game2 Dallas vince con Barea a spiegare basket. E gli vuoi un gran bene a sto ragazzo che non arriva al metro e ottanta e ha pure un bel sorriso, ma che come giocatore non lo sceglieresti manco per la partitella dove in palio c’è una birra tra amici. Possiamo credere a tutto, anche al mostro che sta a Lochness ma k dai, game3 e vedrai che il Mamba fa risorgere i sui, BUM niente da fare. 3-0 Dallas e anche per il più grande dei tempi moderni è dura rimettere i suoi su treno giusto eh. E li le crepe diventano tunnel, Bynum dice che non giocano con fiducia, saltano fuori gossip tra Gasol e il 24, Lamar è vagamente distratto da sta roba del reality. Game4 diventa ghiotta, parcheggi per due ore la morosa su internet e ti metti a guardare sti qua per capire come diavolo abbiano fatto ad andare 3-0 contro i campioni del mondo. Senza farla lunga, Dallas in serata di grazia (il Jet e Peja fanno 15-16 da dietro l’arco) e gli altri a fare le comparse in una sorta di massacro in diretta nazionale. Roba da non credere, Dallas smantella il triangolane di Jax con JJ Barea? E le dinastie però cadono anche in maniera strana eh.

Dall’altra parte dell’arcobaleno, Boston viene “massacrata” dai tre amigos di South Beach, che impongono un livello fisico che i trifogli non possono mica reggere. Complice l’infortunio di Rondo e la dipartita sanguinosa di Perkins, Miami sguinzaglia Lebron e Wade dimostrando che sti due qua in coppia fan ben più paura di Scilla e Cariddi messi assieme. Poi per il titolo vedremo, ma intanto hanno mostrato a mezzo mondo un basket che pochi si possono permettere.

Alla fine del sogno ti trovi una finale di conference a Ovest con Dallas e Thunder vagamente interessate a mettersi un anello al dito. Dallas perché a Dirk ormai manca solo quello e sta volta pare veramente la volta buona, e ai Thunder perché mezza nazione è con loro, perché sembrano i bravi ragazzi del quartiere che all’improvviso diventano famosi (oh, a parte Harden che con quella barba lo fermano ad ogni check in in aeroporto).

A Est invece l’MVP più giovane della Lega se la dovrà vedere con gli Heat che sto titolo lo aspettano dal giugno scorso.

Eccoci quindi all’analisi delle due finali, per provare a tirar fuori due nomi che ai primi di giugno si sfideranno in una finale NBA che potrebbe essere l’ultima roba che vediamo per parecchio tempo visto il quasi certo lockout.

THUNDER-MAVERICKS: e una finale così a Ovest manco Damiano il mago di Milano la poteva pronosticare. I Thunder in questi playoff sono stati letteralmente presi per mano dal duo meraviglia Wes-Durantula e non è detto che con questi due qua si possa anche arrivare alla terra promessa. Ma la differenza dall’anno scorso si chiama Ibaka-Harden. I due hanno elevato i minuti e le responsabilità in campo. Ibaka da titolare porta quintali di energia e pure sprazzi di buona tecnica e intelligenza tattica. Harden invece con la dipartita di Green ha trovato molti più minuti e fiducia sempre partendo dalla panchina. La battaglia contro Memphis ha fatto capire che sti ragazzi sono gente tosta e che non si spaventano davanti a nulla (sotto 2-1 nella serie han vinto 4-3 vincendo una gara 4 dopo 3 supplementari). Durant è ufficialmente immarcabile e se dietro Ibaka e Perk fanno buona guardia allora occhio che ad Oklahoma li fan santi subito.

In Texas invece dopo aver vagato nel deserto per anni, pare abbiano trovato la quadratura. Dirk a livelli di costanza clamorosi, Kidd che gioca come se avesse 10 anni di meno, il Jet in missione per conto di Dio e due ex rottami (Chandler e Peja) ripescati dal golfo messicano, spolverati e messi in campo a fare i fenomeni. Dallas ha un sistema ormai consolidato, probabilmente fragile in certi punti (Barea, Peja, Marion), ma che funziona come un orologio. Il neolaureando Betty la spiega così al suo capitano preferito: “Occho ad o Oklahoma che c’è sto accoppiamento difensivo Durant-Stojakovic…per dirla alla Buffa, bene, ma non benissimo”. E come sempre il giovane Betty la vede giusta, perché l’accoppiamento Kidd-Peja contro Westbrook-Durant fa paura eh, con sti ultimi due che se la mettono sulla corsa vincono banalmente per distacco, come al giro d’Italia.

È la classica serie gioventù contro esperienza. Pronostico? Se Dallas fa 2-0 in casa, scrivete Dallas vincente 4-2, se invece fan 1-1, allora dico 4-3 Thunder che alla lunga potrebbero avere più energie fisiche, anche se i Thunder arrivano da una serie clamorosa contro Z-Bo e la sua panza

Sull’altra sponda dell’oceano, invece Chicago è già avanti 1-0 con il solito Rose che fa il bello e il cattivo tempo. Spacca in due la partita nel terzo quarto con 3 triple in fila. Lebron e Wade ingabbiati e il solo Bosh non può bastare. Game1 e vantaggio Chicago, ma occhio che sta serie potrebbe avere dei colpi clamorosi in canna. Miami in casa non ha ancora perso, hanno dimostrato di saper vincere quando conta (gara 4 a Boston). Pronostico? Squadre che si somigliano, soprattutto per la non eccelsa qualità dalla panca (Korver e Brewer da una parte, Miller, House, Howard dall’altra). Se Lebron e Wade giocano ai livelli di una settimana fa allora 4-2 Miami. Se invece il coach dell’anno trova anche solo il modo di limitare i due, allora in finale vi beccate due squadre che solo 8 mesi fa si pensava: “Si si bravini sti qua, Rose veloce, bella squadretta, i Thunder? Eh si, belli, bravi, giovani e anche simpatici, ma magari per la vittoria ne riparliamo tra 2-3 anni eh”. E invece come si diceva all’inizio, le dinastie nascono e muoiono in un battito di ciglia. Per il pronostico finale? Miami se Lebron non si inceppa, ma la favola vorrebbe Durant e soci perché incarnano il basket moderno in maniera totale, fisico, velocità , gran tecnica (Durant in assoluto è immarcabile), ottimo ambiente. Ma forse sotto sotto, c’è quella vocina che vorrebbe Dirk prendersi la rivincita su Wade e soci, che come storia da raccontare ai nipotini non suonerebbe proprio male.

HONORABLE MENTION:

e qui si va con il Centro (si si, il nostro Centro) che piazza una chicca clamorosa su facebook: “E se in finale vanno Atlanta e Memphis, David Stern si impicca assieme a Bron Bron”

Frak, in piena sagra camisanese: “Oh Mit, ma hai visto Zach Randolph?” “Eh, cosa gaeo?”, Frak: “Come cosa, ha due tette clamorose, l’ho visto a petto nudo, sono proprio belle gorde”.

Frak e Betty e un paio di amici di quelli buoni che “aspettando la finale di eurolega” si inventano na roba improponibile: “Signori, si parte dalla seconda divisione, noi quattro e Yao Ming e vediamo fin dove riusciamo a tener botta”. A sto punto si accettano tutte le scommesse possibili.

- M.Cogno -

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