8. RAPTORS MESTRINO 68 - 76 AURORA 76
Raptors: De Nicolao 13, Ortile 6, Bizzarri 12, Rizzi 7, De Maio 3, Bonetto 11, Grespi, Benelle, Paccagnella 9, Nicolodi 2, Bilato 2, Cole 3.
Aurora: Maculan 8, Carli 8, Caneva 8, Milenkovic, Menin, Busatta 10, Cogno 19, Bertollo 12, Saponaro 5, Zaccaria 6.
Arbitri: Gastaldon di Treviso e Perocco di Ponzano Veneto (TV)
Usciti per falli: Bilato
Infortuni: -
By Michele Cogno
E dopo una settimana di silenzio stampa, imposta dal Centro che tarpa le ali al capitano che non può più scrivere vaccate a destra e a manca, si torna ad aggiornare il blog.
Ennesima trasferta di questo girone di ritorno, ma sto giro non viene richiesto un gran kilometraggio al pulmino. Viaggio appena al di la del confine padovano, Lissaro ad essere precisi. Camisano-Mestrino dice il tabellone, con i primi in cerca disperatamente di punti pesanti per tenere il treno playoff.
Camisano con problemi di formazione perché Frak e Mr. Brocca sono a casa, Toby è in panca mezzo febbricitante e con un orecchio fuori uso. Il coach manda in campo Carli, Cogno, Saponaro, Bertollo e Busatta.
Partenza da passeggiata in centro per gli ospiti che vedono Mestrino scappare via sul 10-0. I padroni di casa infilano 2 triple, attaccano il canestro e corrono a piacimento. Dall’altra parte la cosa migliore è un tiro da 3 del capitano che esce dalla porta d’entrata senza manco aver visto il ferro. Timeout Camisano per schiarire le idee, e qualcosa di meglio si vede. Danito trova un paio di canestri in avvicinamento, il capitano di rapina infila un canestro da sotto, Sandrihno ruba un pallone e scatta in contropiede per due comodi. Dopo 10 minuti 16-14 Mestrino e partita riacciuffata con grande fatica.
Mestrino dimostra di averne di più e scappa via nuovamente trovando un gioco fluido e una transizione efficace. Camisano si dimentica che a sto giochino si gioca in 5, Mestrino me approfitta in ogni modo, tiri piazzati, penetrazioni, rimbalzi, triple e scappa via sul 28-18. E li il patatrac, Camisano in attacco, blocco del Centro per il capitano, ma l’arbitro vede un movimento strano, fallo in attacco del Centro che non è molto d’accordo col fischio arbitrale e si becca pure il tecnico. Timeout camisano con gli animi che si scaldano perché all’improvviso ci troviamo sotto 32-18 senza capire da dove saltano fuori. In qualche modo rimettiamo in sesto la partita, il capitano mette 4 punti, Luca mette un jumper, in difesa concediamo qualcosa di meno e all’intervallo lungo il tabellone dice Mestrno-Camisano 36-27.
Spogliatoio un po’ nervoso e tocca al coach portare un po’ di calma, riportando la concentrazione. Concetto semplice: play the game!!!. Si torna in campo e la musica cambia. Il capitano che ormai segna tutto quello che gli passa per le mani trova un terzo quarto extralusso, 13 punti con parecchi canestri alla Pippo Indaghi. Carli e Luca segnano jumper importanti, Sandrihno mette una tripla from the wing, Danito fa il suo lavoro sporco sotto i tabelloni e segna tutti i liberi possibili. Sorpasso Camisano sul 42-41. Ma non siamo ancora contenti, allunghiamo ancora sempre con il capitano e Toby che trova un paio di canestri dall’angolo piuttosto interessanti. A fine quarto il tabellone dice 56-47 Camisano con un parzialone di 29-11.
Ultimo quarto di grande sofferenza, Camisano comanda sempre ma il margine è ridotto. Si arriva alla fine sul 65-60 Camisano e Zac trova la super tripla del +8 che di fatto chiude i conti anche se un tecnico fischiato a Toby rischia di rimettere tutto in discussione. Arrivano però 4 liberi a segno di Carli per il finale 76-68 Camisano.
PAGELLE
Carli: 6. Il filosofo di Longare ci illumina un po’ meno del solito la serata. Partita da ordinaria amministrazione per il nostro che fatica come tutti nei primi 20 minuti, per mettere poi la freccia nei ultimi 2 quarti. Preciso dalla linea dei poveri quando conta e il suo jumper dalla media è più sicuro di Fort Knox.
Cogno: 6,5. Eh, e nei primi due quarti deve essere andato in campo un altro numero 7, una specie di Avatar sfigato perché il cambiamento tra il primo e il secondo tempo è roba che rimarrà nel mistero. Primi due tempi da schiaffoni in faccia e poco altro. Nel terzo quarto, sente l’odore del sangue e ne mette 13 in un amen riportando i suoi in carreggiata. Porta a casa 7 rimbalzi doffensivi che non si vedevano dai tempi di Cleopatra. Il pregio è che non ti accorgi che ne fa 19 perché come tocca la palla di questi tempi sono 2 quasi automatici. Oh, da via l’ennesima stoppata, e ormai cominciano ad essere tantine eh.
Saponaro: 6/7. Eh son le sue partite, quelle dove la domanda è: “Oh, ma sta roba qua è pugilato o basket?”. Ecco per i primi due quarti il pugilato vien bene perché di botte ne scorrono parecchie e il nostro si trova a suo agio. Porta già rimbalzi, ruba palloni, si invola in contropiede a velocità francamente preoccupanti. Mette triple pesanti e gioca di squadra. Oh, perfino la collega del capitano fa notare che: “Ma Miky, il numero 14 non è proprio di queste parti vero?” Eh decisamente no cara mia, FROM SALENTO, con un bel po’ di orgoglio pure. Oh lo danno come player of the week soprattutto per la sua frase storica: “tutto il resto è nebbia”.
Bertollo:6+. Partita che soffre più del previsto, ma dall’altra parte ci sono dei satanassi incattiviti che non lo lasciano in pace. Il nostro che ormai è in missione con la sua Brera, non si scompone e gioca una partita da uomo di mischia in prima linea. In area quando va a rimbalzo sembra posseduto perché ci arriva ovunque. Al tiro non è precisissimo ma compensa il tutto con i tanti tiri liberi a segno. Oh si compra pure le scarpe nuove, probabilmente prese al Discount di Grisignano, perché oltre ad un colore incredibile, sembrano proprio 2 scarpe antinfortunistiche. Partita comunque solida e dal nulla pure un atteggiamento da “leader” quando le cose sembravano andare in vacca.
Busatta: 5. E dispiace vederlo così, perché è vero che i numeri parlano dell’ennesima doppia doppia, ma la sensazione è che al momento la concentrazione e la testa sia da qualche parte nel globo ben nascosta. Si becca un tecnico nel momento peggiore della partita lasciando i suoi “a careton” (a careton=inguaiati) e offensivamente fa fatica contro una selva di lunghi che gli chiudono la strada. Trova il modo di rifarsi parzialmente a fine partita quando trova punti importanti e presenza difensiva. Il fatto è che se vogliam sti playoff, le dobbiam vincere tutte o quasi, e se perdiamo il Centro di gravità diventa tutta in salita la strada.
Zaccaria: 6. Ci mette la firma d’autore a fine partita quando nei momenti caldi trova la tripla del +8 con meno di 2 minuti da giocare. Più o meno il tiro della redenzione eh. Per il resto partita senza tanti minuti sul campo sfruttati comunque in modo più che egregio. Ah guida il pulmino perché si è rotto le palle delle velocità da bradipo del capitano e sulle rotatorie siamo in pieno stile formula 1, tutti sul cordolo!! Ah, verrà ricordato per la sua frase in riscaldamento: “Oh Mit, dighe qualcosa a to morosa” facendo notare uno spacco vertiginoso sulla coscia della donna del capitano.
Caneva: 5/6. Viene in campo in condizioni che definir precarie è un eufemismo. Mezzo febbricitante, con una gola che pare lo Stromboli e un orecchio da cui non ci sente. Parte male perché le gambe non lo reggono, ma è l’uomo in più nel finale di partita, perché difende alla grande, trova canestri importanti dagli angoli ed è preciso dalla linea dei poveri. Ritrovato pure al tiro, aspettiamo solo che torni pure la salute per ritrovare il buon vecchio Toby Bryant. Si becca un tecnico sul finire della partita che rischia di mandare in fumo (molto fumo) la partita dove lo strozzeresti anche abbastanza volentieri, e questo spiega il voto appena sotto la sufficienza. Oh, MVP del martedì sera, perché con il più classico del VENI, VIDI, VICI arriva in casa Cogno-Tonin ed impartisce una lezione di “trea muineo” alla donna del capitano. Punteggio fermo sul 6-0 più per pietà che per altro
Maculan: 6+. Secondo il gabellino dell’ineffabile Jeff, risulta la miglior prestazione della stagione con 8 punti a referto, qualche rimbalzo e una manciata di palle recuperate. Non parte benissimo perché ci sono nella memoria di tutti, un paio di penetrazioni selvagge 1vs5 che non portano a nulla di buono. E li il coach si incazza. Messaggio ricevuto e il nostro capisce che è meglio puntare sull’arresto e tiro. E vengono fuori cose interessanti e punti pesanti nel terzo quarto. Trova pure spazio in penetrazione, e sempre la collega del capitano se ne esce con il più classico dei: “Ciò, ma queo là picinin, quanto casso coreo?”
Coach: 6/7. Se la vede bruttina per 2 quarti dove tutti quelli che manda in campo sembrano rintronati. Per fortuna riporta la calma in spogliatoio ricordando ai suoi che li sul rettangolo è meglio giocare che incazzarsi e protestare. I suoi lo capiscono e portano a casa una partita che sembrava buttata sul “luamaro”.
SANDRU SANDRINHO
Vs Mestrino:
5 pts
6 rimbalzi
1 stoppata
1 chicca "Ragazzi.. tutto il resto è nebbia!"
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